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Fino dal
1358 si prescrisse che i Capi di Sestiere dovessero rintracciare
un locale a Rialto per concentrarvi le
meretrici. Le abitatrici si sparsero, col progredire
del tempo nel quartiere detto «Carampane» da
«Ca'» (casa) e «Rampani»,
cognome d'antica famiglia patrizia, che colà possedeva
alcuni stabili. Ad onta che molte di tali donne si trovassero
un tempo in Venezia, v'infieriva il vizio della sodomia, laonde
si dovette non solo tollerare, ma prescrivere, come accenneremo
anche altrove, che esse stessero sulle porte ed alle finestre
lascivamente scoperte, mentre una lucerna illuminava di sera
il curioso spettacolo. Che se tanto prescrivevasi perché
gli uomini, allettati ad un vizio minore, da un maggiore venissero
distolti, severissime leggi, |
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| fatte
in diversi tempi, e che si possono dire epilogate nel decreto
13 agosto 1644, raffrenavano le prostitute. Non potevano
esse aver casa sopra il «Canal Grande»,
né pagar più di ducati 100 di affitto; non
andar per «Canal Grande» all'ora del corso,
e vagar per la città in barca a due remi; non entrare
in chiesa nelle solennità, perdoni, od altri concorsi
di devozione; non portare il «faziol bianco
da fia» (manto, od accappatoio da donzella);
non ornarsi di oro, gioie, e perle buone o false ecc. Erano
escluse finalmente (e tale sorte avevano ancora i ruffiani)
dal far testimonianza nei processi criminali, e non venivano
ascoltate qualora avessero domandato in giudizio il pagamento
pei servigi prestati |
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| cfr TASSINI "Curiosità
Veneziane" |
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